Allergie e intolleranze alimentari. Realtà o immaginazione?

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Allergici e intolleranti di tutto il mondo ribellatevi! Secondo uno studio messo recentemente a punto da un’università inglese la vostra allergia o intolleranza alimentare non ha nulla a che vedere con il vostro fisico ma parte solo ed esclusivamente dalla vostra mente.

Avete capito bene: secondo una ricerca elaborata da un gruppo di ricercatori della Portsmouth University (Regno Unito) in molti casi allergie e intolleranze alimentari sarebbero solo frutto del nostro auto convincimento, insomma della nostra fantasia. Detta così la notizia è a dir poco sorprendente, ma i risultati dell’indagine parlano chiaro: su 100 persone 20 soffrono (o meglio affermano di soffrire) di allergie e intolleranze alimentari, ma di queste solo 2 sono effettivamente colpite da disturbi di questo genere.

Secondo il team inglese sarebbero infatti milioni le persone che arbitrariamente e inutilmente decidono di escludere dalla loro alimentazione elementi nutritivi importanti per la salute perché convinti di essere allergici o intolleranti ad alcuni alimenti. All’origine di questo fenomeno ci sarebbero le informazioni errate che circolano: pensiamo per esempio alle centinaia di diete che possiamo reperire ormai ovunque e che si basano su principi “di intolleranza” verso alcuni alimenti o sostanze che tutto hanno fuorché una seria base scientifica. E che dire delle interviste che spesso leggiamo su alcune riviste in cui il personaggio famoso di turno elenca tutti i benefici della sua dieta da cui ha escluso questo o quell’alimento perché colpevole di una serie di abomini alla sua persona? Tra gli alimenti messi al bando più frequentemente c’è il lattosio, il glutine, il caffè, i lieviti, gli zuccheri, oltre ad alcuni conservanti contenuti nei cibi, ma questo solo per citarne alcuni. E dei “kit fai da te”, orami facilmente reperibili un po’ ovunque, utilizzati per scoprire a quale alimento o sostanza si è intolleranti?

Insomma, in materia regna sovrana la confusione, cosa che – secondo lo studio made in Uk – contribuisce a rinforzare ogni giorno di più l’epidemia delle finte intolleranze e allergie alimentari.

Per cercare di mettere un po’ d’ordine sulla questione è bene innanzitutto ricordare la differenza che esiste tra allergia e intolleranza. L’allergia è una reazione dell’organismo (ipersensibilità) che dipende da una particolare classe di anticorpi specifici (detti IgE). L’individuo allergico quando viene a contatto con determinate sostanze, innocue per altri individui, sviluppa una risposta immunitaria abnorme. Le sostanze in grado di stimolare la reazione allergica vengono dette allergeni e possono penetrare nell’organismo in diversi modi: per via aerea (pensiamo alle polveri e ai pollini), per via alimentare, per via topica o per via iniettiva.

Altra cosa è invece l’intolleranza alimentare che si ha non in presenza di produzione di anticorpi IgE. Si tratta di un fenomeno riproducibile che deriva da una reazione a un cibo particolare o a un suo ingrediente. Le reazioni alle intolleranze non sono immediate ma possono manifestarsi anche dopo 48-72 ore dall’ingestione dell’alimento sospetto. Si manifestano quasi sempre con una sintomatologia generale più o meno sfumata (stanchezza, cefalea, gonfiori addominali postprandiali, infezioni ricorrenti, dolori articolari, ecc.) o con modificazioni cutanee (pelle secca, eczemi, orticaria, ecc.).

Bisogna quindi stare molto attenti a non fare confusione e prima di “decidere” autonomamente se si soffre di questa o quella allergia o intolleranza è sempre bene consultare un medico. Il pericolo maggiore infatti è che, proprio a causa del caos che regna su questo argomento, ci si possa attribuire allergie o intolleranze di cui non si soffre realmente oppure - cosa ben più grave - si possa finire per sottovalutare determinati sintomi o disturbi, associandoli a un alimento o una sostanza, mentre il problema potrebbe essere una reale malattia o un disturbo serio.

Rosamaria Freda