Mammografia in 3D: anche a Roma la Tomosintesi

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Arriva anche nella capitale la Tomosintesi, la nuova tecnologia 3D in campo medico. Scopo: prevenire e sconfiggere il cancro al seno.

Se finora, infatti, erano Torino e Genova le due uniche città in cui era possibile effettuare una mammografia tridimensionale, ora anche il centro-sud avrà a disposizione questa preziosa tecnologia all’avanguardia per diagnosticare una patologia al seno.

L’adozione del nuovo macchinario riguarda la Clinica Paideia di Roma. Un passo avanti, quindi, che “permetterà di studiare la mammella a strati”, come afferma la dottoressa Barbara Pesce, responsabile del Centro di diagnostica Senologica della Clinica Paideia. La mammella, di fatti, viene scomposta in più immagini che poi, messe una sull’altra, ricostruiscono per intero la figura della stessa mammella. “Tutto questo si traduce in un grande vantaggio per i seni difficili da leggere, ad esempio nei seni densi, – continua la dottoressa – che possono così essere analizzati più specificamente e in dettaglio, svelando lesioni che nell’immagine d’insieme sarebbero altrimenti mascherate. Il risultato è che aumenta l’accuratezza diagnostica, in quanto possono essere individuate lesioni che risulterebbero ‘invisibili’ con l’esame tradizionale”.

In pratica, la prestazione è simile a quella della mammografia digitale, ma meno dolorosa perché la compressione è nettamente inferiore. Inoltre, l’esame in 3D permette un’analisi più accurata e scrupolosa della mammella.

Intanto, gli esperti ci fanno sapere che i tumori al seno sono in aumento soprattutto tra le giovani: il numero di nuove neoplasie cresce tra le donne di età compresa tra i 25 e i 44 anni. Nello specifico, si è registrato un aumento del 28,6% negli ultimi sei anni contro il 13,8% di crescita del totale di questo tipo di tumori.

Germana Carillo