Al feto piace la musica classica

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Se siete alla ricerca di un regalo utile da mettere sotto l’albero di una futura mamma, orientatevi su un CD di Bach o di Vivaldi. Se, dopo averlo scartato, lei vi guarderà un pò perplessa, o magari delusa perché avrebbe preferito Tiziano Ferro o Ligabue, potete darle questa spiegazione: “La musica classica piace e fa bene al tuo bambino!”.

Che la musica piaccia e faccia bene ad un nascituro non è sicuramente una novità. Numerosi studi scientifici documentano che il feto è in grado fin dalle sue prime settimane di percepire tutti gli effetti acustici esterni attraverso la pancia delle sua mamma: il suo mondo, di fatto, è molto povero di luce, ma è ricchissimo di suoni che, sottoforma di rumori, voci (soprattutto quella della madre) o melodie rappresentano stimoli fondamentali per il suo benessere e per il suo sviluppo neurofunzionale e psicomotorio.

La novità, quindi, sta nel preferire un genere musicale ad un altro, in particolare quello classico (e di alcuni autori nello specifico) a quello moderno o leggero. Questo perché la musica classica e i movimenti lenti delle composizioni barocche hanno un ritmo molto simile a quello del battito cardiaco materno a riposo, ovvero al suono che il feto percepisce per primo e costantemente e che “memorizza”, associando ad esso una funzione rilassante.

La musica classica quindi favorisce il rilascio di endorfine, ovvero di sostanze naturali che riducono lo stress, donando uno stato di benessere al bambino, ma anche alla mamma, la quale, grazie a questo tipo di ascolto, avverte un maggiore senso di rilassatezza che contrasta ansie e malumori di un periodo intenso come quello della gravidanza e riesce così a trasmettere più positività al suo piccolo.

Ecco dunque spiegato il motivo per cui si preferiscono le cosiddette “melodie terapeutiche” a cui gli autori classici hanno dato vita. «La reazione del feto all’ascolto degli autori classici è evidente», spiega Renato De Michele, musicoterapista e presidente dell’Associazione Italiana Registro Musicoterapia, «se la melodia è piacevole e dolce, il feto “danza” armonicamente all’interno del ventre materno e se è nervoso si calma. Quando la musica invece non gli è gradita, come può accadere, per esempio, con musiche disarmoniche o in cui le percussioni sono troppo forti, il bimbo si agita, scalcia, si muove a scatti».

Su Internet si possono individuare vere e proprie rassegne di brani suggerite alle donne in stato interessante, a seconda del mese in cui si trovano e quindi a seconda dello stadio di sviluppo dell’udito del bambino: in elenchi come questi la musica di Bach, Vivaldi e Mozart è raccomandata durante tutti e nove i mesi di gestazione perché rasserenante e dolce, mentre quella di Beethoven e Brahms, così come quella rock o acid è espressamente sconsigliata perché innervosisce e agita il feto. Nel primo caso, infatti, le ecografie in 3D e 4D mostrano che il corpo del bambino assume posizioni rilassate, mentre nel secondo diventa irrequieto.

E gli effetti benefici della musica classica su gestante e feto non sono riscontrabili solo durante la gravidanza, ma anche nelle fasi di preparazione al parto, sempre perché i suoi ritmi sono distensivi e utili al raggiungimento di uno stato di benessere. Già in alcuni ospedali italiani si organizzano sedute di musicoterapia per le gestanti, durante le quali le sinfonie di Bach e Vivaldi sono il sottofondo favorito, mentre alcuni musicoterapeuti avanzano l’ipotesi di predisporre sale-parto dotate di pianoforte (e di pianista classico, naturalmente!).

Bene accetta, dunque, l’idea di un accompagnamento musicale classico per rendere più sereni gravidanza e parto…che sia Bach o Vivaldi, l’importante è che poi lascino il posto alla melodia classica più bella e dolce del mondo: l’“ueee” del neonato!

Virginia Panzera