Aids: un passo in avanti grazie al vaccino scoperto in Thailandia

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È stato messo a punto in Thailandia un vaccino contro l’AIDS che avrebbe dimostrato efficacia in almeno un terzo dei casi. Realizzata dal Ministero della salute thailandese, l’esercito statunitense e dal NIAID, l’Istituto statunitense per le Allergie e Malattie contagiose, con le due aziende che hanno il brevetto del prodotto (l'RV 144), la Sanofi-Aventis e la Global Solutions for Infectious Diseases, la ricerca dimostra che un vaccino può proteggere dall’infezione.

Lo studio è stato condotto su 16 mila volontari, uomini e donne tra i 18 e i 30 anni, e ha utilizzato due prodotti già noti: l’Alvac, un vaccino contro il vaiolo, realizzato dalla Sanofi Pasteur (la divisione vaccini della Sanofi Aventis) e l’Aidsvax, oggi proprietà dell’ente no-profit Global Solutions for Infectious Diseases. Il vaccino mescola le due formule genetiche che fino ad oggi non avevano funzionato con gli esseri umani.

A metà dei partecipanti è stato somministrato il vaccino e agli altri un placebo. Ci sono stati 51 casi di contagio nel gruppo vaccinato e 74 tra coloro che avevano assunto il placebo. Un dato inatteso, che fa ipotizzare però tempi ancora molto lunghi dal momento che a complicare le cose è stato il fatto che le persone vaccinate, e contagiate, avevano la stessa carica virale e gli stessi danni al sistema immunitario di coloro che, avendo assunto il placebo, hanno contratto l’HIV. Ciò sta ad indicare che il vaccino può far prevenire il contagio, ma non è un rimedio contro il virus una volta che sia entrato nel corpo.

Agli scienziati, dunque, tocca ancora capire il funzionamento della terapia e la reazione che genera l’RV 144 nel sistema immunitario e, soprattutto, se lo stesso vaccino funziona su tutti i diversi ceppi di virus, dato che è stato formulato per due sotto-tipi (quello E, che circola in Thailandia e nel sud-est asiatico, e quello B, presente in Europa e Stati Uniti).

Germana Carillo