Messina: al Policlinico i controlli dei Nas

Policlinico di MessinaIl Policlinico di Messina torna a far discutere. Dopo la vicenda della lite in sala parto che è costata cara a Laura Salpietro, cui è stato asportato l'utero, l'inchiesta dei Nas ha portato alla luce nuovi orrori.

Sono stati ritrovati, infatti, farmaci scaduti e condizioni igienico-sanitarie definite addirittura "un pericolo per la salute di degenti e personale".

In particolare, nel pronto soccorso pediatrico sono state rinvenute dai carabinieri 50 confezioni di farmaci scaduti da circa due anni, mentre nell’area Utic, ossia nell'unità terapia intensiva coronarica, è stata rinvenuta la carcassa di un pipistrello ricoperta di ragnatele.
Ma non è tutto. A rendere ancora più grave la vicenda sono state le pessime condizioni igieniche del deposito farmaci dell'ospedale, la presenza di rifiuti speciali, come toner e mercurio, chiaramente non smaltiti correttamente e quindi molto pericolosi per la salute, e il mancato aggiornamento del registro di entrata e uscita dei medicinali ad azione stupefacente del reparto di chirurgia generale a indirizzo oncologico. L’area è stata posta sotto sequestro e due persone sono state denunciate.
Intanto, si teme ancora per le sorti della signora Salpietro e del suo bambino, che potrebbe aver subito danni cerebrali. A breve nell’ospedale arriveranno anche gli ispettori del ministro per la Salute, Ferruccio Fazio, per saperne di più su un altro presunto caso di malasanità: l’aborto di un feto malformato in un bagno, senza l’assistenza dei medici perché tutti obiettori di coscienza.
Infine, sulla vicenda della lite, il presidente della Federazione dell’ordine dei medici, Amedeo Bianco appoggia la linea dura assicurando una "valutazione disciplinare rapida rigorosa ed esemplare". Ma allo stato attuale l'Ordine di Messina sta ancora attendendo: "Abbiamo sentito oggi il professor Vincenzo Benedetto, che nega che ci sia stata una colluttazione – ha spiegato il presidente, Giacomo Caudo - a questo punto aspettiamo di sentire altri testimoni".

Francesca Mancuso