Cellule staminali: ecco come ricostruire le ossa della bocca

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Le cellule staminali, utili per la cura delle infiammazioni della bocca. È questo l'esito delle sperimentazioni avviate, e giunte ad esito positivo, dalla Clinica odontoiatrica dell'Università di Milano-Bicocca, in collaborazione con l'Ospedale San Gerardo di Monza.

Piorrea. La piorrea o parodontite, che affligge oltre il 60% della popolazione italiana è una patologia infiammatoria che colpisce e può anche arrivare a distruggere l'apparato di sostegno dei denti. Gengiviti, arrossamento, gonfiore e mobilità dei denti, col conseguente distacco dal loro alveolo. Queste le manifestazioni più comuni.

Cause. Le cause sono svariate: si va dalla cattiva igiene orale, con la consegunte formazione di tartaro e placca, alle abitudini poco salutari come il fumo. Ma alla base possono esserci ancora le anemie, carenze nutrizionali, il diabete, e squilibri ormonali, metabolici e immunitari.

La sperimentazione. Ed ecco cosa si sono inventati i ricercatori di Milano e Monza: una sorta di impalcatura di collagene contenente cellule bambine del midollo. In questo modo, l'osso, aggredito dalla parodontite, può rigenerarsi. Per giungere a tale risultato, gli studiosi hanno impiegato 10 anni e il mese scorso hanno concluso una maxi-sperimentazione sulle cellule staminali, approvata dall'Istituto superiore di sanità.

Gli esperti si dicono soddisfatti: "La rigenerazione ossea – spiegano - è addirittura superiore rispetto a quella ottenibile con le metodiche tradizionali".

Il professor Marco Baldoni, direttore della clinica di Monza e del corso di laurea in Odontoiatria aggiunge: "Diversi studi da noi condotti in laboratorio e su animale hanno dimostrato che le cellule staminali presenti nel midollo, se adeguatamente trattate e inserite in una struttura di supporto, sono in grado di produrre tessuto osseo. La nostra idea, è stata quella di sfruttare tale capacità per rigenerare l’osso perduto nei soggetti affetti da malattia parodontale, un tempo chiamata piorrea. Per i pazienti selezionati è sufficiente eseguire un piccolo prelievo di midollo osseo. da questo vengono isolate le cellule staminali adulte, fatte proliferare e differenziare e infine inserite in un’apposita impalcatura tridimensionale di collagene".

E si torna a sorridere.

Francesca Mancuso