Asta frequenze tv: il sì del Governo

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Le frequenze tv risultate libere a seguito del passaggio dall'analogico al digitale verranno messe all'asta entro i prossimi quattro mesi. È ciò che è stato decretato dalla Camera dei Deputati, nonostante l'opposizione del Pdl. In questo modo, viene dato lo stop a quello che era stato definito "beauty contest" e che prevedeva l'assegnazione gratuita di tali frequenze, così come era stato stabilito nel corso del Governo Berlusconi.

Nel corso della giornata di ieri, martedì 17 aprile, il Presidente della Camera Gianfranco Fini aveva dato la propria approvazione al nuovo emendamento. Pare però che il Pdl abbia immediatamente mostrato la propria contrarietà ad esso, in quanto il testo non sembrava rispettare quanto concordato precedentemente con i massimi esponenti del partito. Il motivo dell'opposizione del Pdl sarebbe dovuto al fatto che il Ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera non si sia premurato di consultare preventivamente il partito di Silvio Berlusconi, un comportamento che sarebbe stato giudicato come grave ed irrispettoso. Secondo l'ex Ministro delle Comunicazioni Paolo Romani, il nuovo emendamento non darebbe possibilità di partecipazione all'asta per l'assegnazione delle frequenze né a Mediaset né alla Rai.

La decisione espressa da parte del Governo Monti sembra invece aver trovato un sostegno immediato da parte delle fila del Partito Democratico e di Pierluigi Bersani in persona, che non avrebbe atteso nell'esortare il Governo all'attuazione concreta di quanto stabilito. A partire dal 2015, la gara per l'assegnazione delle frequenze sarà aperta anche agli operatori interessati attivi nel campo della telefonia.

Marta Albè