Fiction Walter Chiari: pura fantasia?

Fonte Foto: Sfilate.it

La fiction di Rai1 dedicata a Walter Chiari e andata in onda in anteprima nelle serate di domenica 26 e lunedì 27 febbraio sta dividendo critica e telespettatori in merito all'immagine che del noto attore, scomparso ormai vent'anni fa, è emersa dalla ricostruzione cinematografica della sua esistenza.

Ad interpretare il delicato ruolo è Alessio Boni, il quale si è dichiarato onorato e quasi intimorito dall'incarico ricevuto, definendo il personaggio di Chiari come poliedrico ed imprevedibile. Un attore, un mimo ed un presentatore capace di abbandonare i classici dettami televisivi e di certo non semplice da impersonare.

Sebbene la fiction – dal titolo "Walter Chiari – Fino all'ultima risata" - sia stata girata con la consulenza costante del figlio dell'attore, Simone Annichiarico, pare sia risultata ricca di inesattezze e di episodi romanzati, che hanno scontentato molti, dividendo le opinioni degli spettatori tra coloro che avevano riconosciuto il personaggio di Walter Chiari come fedele e coloro che hanno ritenuto errate le scelte effettuate dai produttori della mini-serie televisiva.

A destare ulteriore scalpore sono le dichiarazioni su Chiari e sul passato della sua famiglia, rilasciate da Tatti Sanguineti, che ben conosceva Chiari. Secondo Sanguineti, il padre dell'attore avrebbe percosso a morte due antifascisti veronesi e Walter Chiari, da bambino, avrebbe trascorso del tempo all'interno di un istituto di correzione. Tali informazioni sono state smentite da Annichiarico, che racconta la propria verità nel libro "Walter e io. Ricordi di un figlio".

Marta Albè