Celentano: Rai influenzata dai partiti

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La puntata di "Servizio Pubblico" andata in onda ieri sera ha avuto al proprio centro l'intervento televisivo post-sanremese di Adriano Celentano. Il cantautore nel corso della trasmissione ha dichiarato che non avrebbe cambiato nemmeno una parola dei propri discorsi pronunciati a Sanremo ed ha rilanciato con dei nuovi attacchi, rivolti stavolta verso la televisione di Stato.

Celentano, dopo aver espresso, durante il Festival, parole di accusa verso alcuni esempi della stampa cattolica, ora dirige il proprio malcontento verso i dirigenti Rai che gli avevano promesso massima libertà di espressione durante i propri interventi sul palco dell'Ariston.

Il Molleggiato ha sentenziato che la Rai non sarebbe una televisione libera, in grado di offrire un servizio pubblico degno di tale definizione, ma subirebbe un vero e proprio dominio da parte dei partiti politici. Poco prima dell'intervento di Celentano, un parere analogo era stato espresso da Maurizio Belpietro, direttore di Libero, a cui Lucia Annunziata ha risposto per le rime, dichiarando come, chi non si trova all'interno della Rai, non sia in grado di avere un'idea veritiera di come avvenga l'amministrazione della rete.

Secondo quanto espresso da Celentano, la Rai sarebbe eccessivamente influenzata dai partiti, sia di destra che di sinistra: "Finché i partiti continueranno a litigarsela, la Rai sarà sempre preda di sotterfugi, intrighi e sospetti a danno del Paese. È difficile non pensare che lo stesso direttore generale non sia sottoposto a pressione da parte dei partiti, e non soltanto della destra, ma anche della sinistra".

La questione Celentano-Sanremo non appare però ancora chiusa. Si attende infatti la conclusione di una procedura volta ad accertare che durante la propria apparizione a Sanremo, il cantautore non abbia violato il codice etico che egli stesso si era impegnato a rispettare, ma che probabilmente aveva finito per limitare la massima libertà che gli era stata concessa per contratto.

Marta Albè