Codacons: la spesa dei farmaci varia da regione a regione

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Capire gli sprechi della sanità italiana, cercando di suggerire le conseguenti misure da adottare per evitarli. Si è discusso anche di questo ieri a Roma durante il convegno "La sanità difficile".

E dal monitoraggio "Sentinelle della salute" effettuato dal Codacons in 5 regioni italiane (Emilia Romagna, Lazio, Sicilia, Lombardia e Campania) nel triennio 2008-2010, è emerso che la spesa sanitaria per l'acquisto di farmaci è eccessiva. In testa alla classifica delle regioni più "sprecone" c'è la Lombardia, che detiene il primato per il consumo di medicine contro l'infertilità femminile. Al contrario, in testa alle regioni più parsimoniose troviamo l'Emilia Romagna, esclusi i farmaci contro l'ipertensione arteriosa.

Una forte disomogeneità da regione a regione. Infatti, per fare un esempio la Sicilia ha il primo posto per il consumo di farmaci contro la schizofrenia e i disturbi mentali (5,7% della popolazione, contro il 5,1% di Lombardia e il 4,7% del Lazio), mentre in Lombardia, come abbiamo già anticipato, la fanno da padrone le medicine farmaci contro l'infertilità femminile, consumate cinque volte di più rispetto a Lazio, Campania e Sicilia. In Campania, infine, i farmaci più consumati sono quelli contro ipertensione, psoriasi, dermatiti e artrite.

Durante il convegno, inoltre, il presidente del Codacons Carlo Rienzi ha illustrato una denuncia presentata alla Corte dei Conti, alle Procure e ai Nas riguardo ad alcune anomalie riscontrate nella spesa a carico del SSN. Sostiene Rienzi: "Il deficit della sanità è falso: in realtà va nelle casse delle aziende farmaceutiche. Eliminando gli sprechi nelle prescrizioni dei farmaci, non ci sarebbero i deficit in sanità e non sarebbero necessari i tagli nelle regioni. Non è possibile che in una regione si prescrivano farmaci contro l'epilessia per 10 milioni di euro e in un'altra per 500mila euro. Quello che ipotizziamo è che vi sia un'associazione a delinquere dietro tutti questi squilibri nelle prescrizioni dei farmaci". Scenari apocalittici o realtà poco note?

Francesca Mancuso