Sindrome disformica, se lo specchio non dice la verità

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Ogni donna, persino la più bella, qualche volta ha avuto come nemico lo specchio. Ma ne esistono alcune che sembrano addirittura soggiogate da uno specchio magico e crudele, che non riflette la verità ma dolorose menzogne: restituendogli un’immagine di sé mostruosa e deforme.

Non vi stiamo parlando della matrigna di Biancaneve e neanche di qualche protagonista di una nuova favola moderna bensì di un disturbo psichiatrico, conosciuto con il nome di disturbo di dimorfismo corporeo o dismorfofobia.

Questa patologia causa la distorsione della percezione della propria immagine, inducendo alcune donne a vedersi brutte al punto da far diventare il proprio aspetto fisico un’ossessione e indurle a un perenne stato d’insoddisfazione che, in molti casi, le conduce a rivolgersi al chirurgo plastico. La frustrazione per il proprio aspetto fisico è così forte che tra le donne che tentano il suicidio, 1 donna su 4 lo fa con queste motivazioni.

Una ricerca condotta da alcuni psichiatri, diretti da Jamie Feusner della David Geffen School of Medicine dell’università di Los Angeles e apparsa sulla rivista Archives of General Psychiatry, ha rivelato che l’origine di questa patologia mentale è una specie di “baco”. Esso determina una visione completamente distorta della propria immagine estetica, percependo dei difetti anche minimi come delle enormità, alterando sia il centro visivo che il sistema frontostriatale in un percentuale di donne pari al 1%, 2 % della popolazione.

Gli esperimenti hanno messo a paragone attraverso una risonanza magnetica del cervello la reazione di un gruppo di donne affette dal dismorfofobia con altre sane. Alle pazienti sono state sottoposte delle foto da osservare di personaggi famosi e di se stesse. Al momento della visualizzazione delle foto che ritraevano se stesse la reazione è stata diversa: alcune aree neurali si accendevano in modo completamente differente dagli individui sani, percependo il proprio volto e il proprio corpo in modo distorto rispetto alla realtà. Quello che resta da scoprire è se questo disturbo sia innato oppure se possa sorgere in seguito a fattori esterni (condizionamento sociale) oltre che a causa di fattori interni (insicurezza personale).

Non a caso i medici che si occupano di questo genere di patologia, ammettono che negli ultimi anni essa si stia diffondendo sempre più, probabilmente a causa dell’enorme importanza attribuita all’aspetto esteriore dalla società in cui viviamo.

Il dottor Adrian Lord (medico che si occupa proprio di questo tipo di patologia), afferma che la malattia è sempre più diffusa, “forse per reazione all’enfasi che la nostra società dà all’immagine esteriore”. Una persona su 50 (uomini e donne in ugual misura), ne soffre in modo più o meno grave: c’è chi reagisce con diete eccessive (anoressia e bulimia sono patologie in qualche modo collegate), chi non esce di casa temendo lo sguardo della gente, chi si tormenta la pelle fino a ferirsi.

Viviamo in una società dominata dal potere terribile dell’immagine e lo specchio ne è diventato il simbolo emblematico. La Bellissima Regina di Biancaneve fu soggiogata e alla fine distrutta dal suo specchio magico, ma ogni donna ha il suo specchio incantato fatto di convinzioni sociali e culturali, dal proprio particolare sguardo sul mondo, oltre naturalmente che dalla propria personalità. Ma quando questo specchio diventa una rete e una trappola di pregiudizi, oltre che un “amico” crudele e distruttivo bisogna avere il coraggio di romperlo.

Manuela Marino