Prima il piacere e poi il dovere: alle elementari si fa così!

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Quante volte ci siamo sentiti ripetere da mamme, papà e nonni la saggia quanto odiata frase “prima il dovere e poi il piacere”, da bambini? Un’infinità, direi!

Per questo motivo, si poteva scendere a giocare in cortile solo dopo aver messo in ordine la stanza, si poteva guardare la TV solo dopo aver fatto i compiti, ci si poteva scatenare con gli amici, tra giocattoli e merendine al cioccolato, solo dopo aver finito tutto il piatto di minestrone!

I bambini di oggi sono decisamente più fortunati perché godono di una vera e propria inversione di tendenza, in particolare nelle loro abitudini scolastiche. Infatti, dagli Stati Uniti arrivano i sorprendenti risultati di uno studio che dimostra che se ai bambini è concesso il piacere della ricreazione prima del dovere di mettersi a tavola a pranzare, il loro benessere e le loro tendenze comportamentali ci guadagnano. E molto anche.

Possibile che una cosa così semplice come l’anticipare l’orario della ricreazione faccia tanto la differenza per i bambini? I presidi di numerose scuole elementari americane dicono di sì, con dati scientifici alla mano, e aggiungono che fa bene anche a loro e a tutti gli operatori scolastici che con gli allievi interagiscono quotidianamente.

Vediamo perché. Se ai bambini si fa fare ricreazione solo dopo il pranzo, essi tendono naturalmente a mangiare in fretta, a rifiutare il cibo o a lasciarne nel piatto una buona parte, ad essere irrequieti e intrattabili perché desiderosi di liberare quanto prima la loro incontenibile energia. Inoltre, giocare freneticamente dopo aver mangiato provoca spesso problemi come nausea e mal di stomaco, quindi veri e propri fastidi fisici, non solo psicologici.

Nelle scuole americane che, invece, hanno adottato il programma “ricreazione prima di pranzo“, i bambini giocano e “si scaricano” prima di entrare in mensa, quindi si siedono a tavola più tranquilli, non hanno fretta di finire il pasto per scendere in cortile, sentono di avere più tempo e quindi mangiano tutto quello che hanno nel piatto con maggiore calma e tranquillità. Inoltre, ad un minore rifiuto di cibo da parte dei bambini corrisponde un maggiore consumo di latte, acqua, frutta e verdura, cibi ideali per una crescita sana.

Una delle prime scuole americane ad adottare questo programma è stata la “North Ranch Elementary School” in Arizona. In parallelo con l’inversione delle abitudini tradizionali, la scuola ha condotto uno studio pilota, per tracciare l’andamento del rifiuto del cibo e delle visite in infermeria dei bambini, a dimostrazione che, nell’anno scolastico considerato in cui i bambini giocavano prima di mangiare, le visite in infermeria sono calate del 40%, con minori mal di testa e mal di pancia.

Presso la “Sharon Elementary School” del New Jersey, la preside ha avuto modo di notare che i bambini che pranzano dopo aver giocato sono più calmi e ordinati: durante la ricreazione, si rincorrono intorno al parco giochi e si arrampicano sulle pertiche schiamazzando come in branco, ma al richiamo della mensa, il parco giochi vivace si svuota quasi istantaneamente e i bambini si mettono ordinatamente in fila per il pranzo, sereni e soddisfatti.

Questo stato d’animo permette loro, dopo la pausa pranzo, di mettersi al lavoro in classe immediatamente e con una soglia di attenzione maggiore, recuperando quindi circa 15 minuti di attività scolastica che, nelle scuole in cui si fa ricreazione dopo pranzo, si perdono ogni giorno. Quindi concediamo prima “il piacere” ai nostri bambini per renderli sereni e perché poi possano far meglio anche “il loro dovere”. Di fatto è così anche i genitori: vederli crescere sani è per noi prima un piacere e poi un dovere, no?

Virginia Panzera

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