Cosa mi regali a San Valentino?

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San Valentino: quando il regalo non arriva…

Siamo quasi tutte d’accordo che sia una festa commerciale e priva di senso. Ma abbiamo visto come possa essere simpatico improvvisare un regalo che di sicuro verrà apprezzato. E se poi, il 14 febbraio, mentre tutto il mondo è invaso di inutili tenerezze e inspiegabili romanticherie, proprio il nostro partner si dimentica di farci un regaluccio, un pensiero, un bigliettino romantico o una rosa, anche mezza appassita, ci rimaniamo malissimo.

Perché se è vero che siamo donne moderne e rifuggiamo dal conformismo, è anche vero che un dono o un’attenzione del partner possono cambiarci giornata e umore. Inoltre, stare in una logica di privazione (io non ci tengo alle feste, non mi regalare nulla, non ci pensare nemmeno, figurati, ma cosa vuoi che me ne importi) mentre il resto del mondo si scambia odiose dolcezze, fa aumentare la nostra naturale riserva di scorza al limone, rendendoci più acide e meno aperte.

Se poi è lui ad applicare la filosofia dell’anti-festa comandata (amore, lo sai che non mi piacciono le costrizioni), varrebbe la pena di sondare il reale motivo dell’allergia regalifera. Osservatelo attentamente nei tre giorni precedenti al fatidico 14 febbraio.

Se vi arriva a casa tranquillo, fischiettando, con un bel sacchetto di una libreria in mano, non traete la facile conclusione che dentro ci sia qualcosa per voi. Probabilmente ha acquistato l’ultima pubblicazione della collana “Diventa più figo, non facendo nessuna fatica. Una guida per uomini che non hanno tempo da perdere” e pregusta il momento in cui, grazie all’ausilio del pensiero e di un mantra rivoluzionario, dimagrirà di dieci chili continuando a ingurgitare tutto ciò che vede.

Se si aggira per casa come un agente del servizio segreto, tenendo sott’occhio qualunque vostro movimento e impedendovi l’accesso a una certa area della casa, adducendo come scusa la riservatezza sull’oggetto che vi regalerà, forse è il caso che vi armiate di furbizia. Aspettate che dorma e profanate il luogo segreto. Cercate con attenzione. Probabilmente, sotto al sacchetto con le babbucce di flanella che ha preparato per voi, c’è un altro pacchetto, più piccolo. Apritelo. Se all’interno trovate un completino intimo da infarto, con reggiseno di pizzo trasparente e filo invisibile al posto della mutandina, non sorridete. Guardate la misura. Guardatevi allo specchio, senza mentire. Non è per voi.

Se nel triduo che precede la festa diventa nervoso, scostante e parla solo di quante difficoltà gli stiano creando al lavoro, rassegnatevi. Vi siete imbattute nella tattica anticipatoria, molto amata dal genere maschile perché sposta qualsiasi tipo di responsabilità dalla loro persona.

La tattica consiste nel rendervi la vita impossibile per qualche tempo, farvi sentire il peso di tutti i suoi IMPORTANTI problemi, per poi arrivare al giorno fatidico con aria dolce e gli occhi da cucciolo abbandonato. Sfoderando un “Scusami, ma non ho avuto tempo, con tutti i guai che mi sono capitati…Però, so di poter contare sulla tua comprensione, amore. Sei stata veramente carina a sopportarmi”. Così, oltre a ritrovarvi senza regalo, siete anche, moralmente, in dovere di proteggerlo e ascoltarlo. Poi dicono che gli uomini non siano furbi.

Un sotto ramo della tattica anticipatoria, in versione vagamente più subdola, è la tattica del "Non vorrai dirmi che tieni a queste formalità? Ma come, una donna emancipata e intelligente come te?" Anche qui, c’è poco da fare. Non avrete né un dono, né una qualsiasi forma di festeggiamento amoroso. Ogni frase, accenno o smanceria, in quel giorno, diventerebbe la prova della vostra arretratezza e dello scarso femminismo. Quindi, oltre alla delusione, questa tattica vi induce anche a non poter esprimere alcun tipo di lamento, pena il giudizio morale del partner.

Per il futuro, magari, cercate di spiegargli che femminismo non fa rima con tirchieria e che gradire manifestazioni d’amore e incoraggiare sentimenti dolci è la forma più nobile di ecologia e di progresso. Ci sono anche coloro che vi guardano allibiti, quasi offesi e vi ricordano che “non ha importanza la festa, perché qualsiasi giorno è buono per farti un regalo. Non ho bisogno che qualcuno mi obblighi a farlo”.

Aspettate, prima di sorridere grate al vostro partner e di pensare che sia un uomo meraviglioso. Se è vero che vi riempie di attenzioni e pensieri, materiali o spirituali, allora probabilmente non avrà alcun problema ad aggiungerne uno, visto che la sua logica è ricordarvi quanto siete speciali.

Se invece per trovare il suo ultimo regalo spontaneo dovete ricorrere ad una seduta di ipnosi regressiva, beh, signore, forse è il caso che lo ringraziate per la libertà che vi lascia, ne approfittiate per organizzare un’uscita con le amiche e vi troviate qualcun altro, pronto a farvi passare un San Valentino da favola, sommerse di amore e di regali che vi piacciano.


Fiammetta Scharf