Vaccino H1n1, al via i saldi in Francia e Germania

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Insieme ai saldi su scarpe e vestiario, sono partiti anche quelli sui vaccini. In particolare, è corsa alla vendita delle dosi di vaccino per l'influenza A. Proprio in questi giorni la Francia e la Germania hanno messo in vendita le dosi di vaccino in eccesso. Gli acquirenti? Le altre nazioni, che hanno esaurito le scorte.

A provocare l'eccesso di quantità di vaccini sono stati due diversi fattori. Da una parte la comunicazione dell'Oms, che bastava una sola dose per immunizzare i soggetti adulti, rispetto alle due inizialmente previste. Dall'altra, la scarsa percentuale di persone che si è vaccinata.

E allora via alle vendite. Il ministero della Salute francese ha rivelato di aver già iniziato a rivendere all'estero una parte del proprio stock di vaccini. Sarà dura smaltirli, se si pensa che la Francia aveva acquistato 94 milioni di dosi (per una spesa totale di 675 milioni di euro), ma solo 5 milioni di francesi si sono vaccinati. Tra i primi acquirenti della Francia, vi è il Qatar ha già acquistato 300 mila dosi, il prossimo potrebbe essere l'Egitto, che spera di accaparrarsi due milioni di dosi.

Analogo discorso vale anche per la Germania, che sta adottando la stessa politica di vendita. Qui la dose di vaccini da smaltire al momento è di 2 milioni di unità, ma la Germania, su un acquisto di 80 milioni di dosi, ha visto vaccinarsi solo il 5% della popolazione. I due stati sono attualemente in concorrenza in Ucraina. Anche la Spagna e la Svizzera sembrano intenzionate a darsi ai saldi. Ma l'Italia? La decisione per il nostro paese è stata rinviata alla fine della campagna vaccinale. Va ricordato che l'Italia ha acquistato 48 milioni di dosi, ma fino ad ora sono state circa 840 mila quelle somministrate.

Il direttore generale Prevenzione e sanità del ministero della Salute, Fabrizio Oleari, ha riferito che "l'Italia è tra i paesi Ue che hanno acquistato un minor numero di dosi – e aggiunge - Già esiste l'impegno a donare all'Oms il 10% delle scorte in favore dei Paesi più poveri".

Francesca Mancuso