La top 10 della musica italiana secondo il Guardian

paola e chiara

Come viene considerata la musica italiana all'estero? A stilare una classifica dei dieci brani che avrebbero segnato la storia della musica leggera italiana pensa il quotidiano britannico "The Guardian", che attraverso una top 10 personale stilata da Andrew Khan raccoglie dieci dei brani nostrani più apprezzati ed ascoltati oltremanica.

Sono stati presi in considerazione brani facenti parte delle categorie musicali del pop e del dance, in un periodo di tempo compreso tra il 1960 ed il 2005. Tra i nomi dei cantanti e dei cantautori che tutti noi ben conosciamo e che sono riusciti nel corso del tempo a conquistare fama in Italia ed all'estero non mancano quelli di Lucio Battisti e Fabrizio De Andrè, tra i più noti artisti italiani nel mondo, ma anche quelli di Paola e Chiara e Simone Cristicchi, visti come possibili rappresentanti della musica leggera contemporanea.

Secondo il giornalista inglese, mentre prima degli anni '60 la nostra musica appariva prevalentemente legata ai nomi di Mina e Gino Paoli, con un velo nostalgico, in seguito, grazie ai successi di Fabrizio De Andrè, il panorama cominciò a rendersi più variegato ed interessante. Con i suoi brani riuscì ad inserire nelle classifiche musicali italiane temi impegnati legati alla politica di sinistra ed al pacifismo. Proprio grazie a ciò De Andrè, secondo Khan, merita di essere collocato al primo posto della classifica. Eccola al completo:

1) Fabrizio de André – La Guerra di Piero (1964): meritevole di aver sensibilizzato gli italiani a tematiche politiche attraverso la musica. Contribuì all'aggregazione politica della sinistra italiana.

2) Adriano Celentano – Prisencolinensinainciusol (1972): ha introdotto il rock'n'roll in Italia. Il presente brano fu un vero e proprio tormentone e le sue performance musicali televisive negli anni '70 furono memorabili.

3) Goblin – Profondo Rosso (1975): la band fu una delle prime ad abbracciare con entusiasmo il progressive rock. Il brano, reso famoso dall'omonima pellicola di Dario Argento, rimase per mesi nelle classifiche musicali.

4) Lucio Battisti – Ancora Tu (1976): si tratta del brano che rappresenta probabilmente l'apice della musica firmata Battisti negli anni '70, a parere di Khan. Sebbene il cantautore abbia ottenuto successi soltanto saltuari all'estero, la sua fama in Italia resta indiscussa.

5) Giorgio Moroder – From Here to Eternity (1977): brano selezionato in quanto considerato tra i più rappresentativi della musica dance degli anni 70 ed apripista di quanto sarebbe musicalmente avvenuto negli anni successivi.

6) Valerie Dore – The Night (1984): interprete di un genere musicale italo-disco che si distacca dal divertimento del decennio precedente, velandosi di malinconia. Il nuovo trend fu presto imitato da tutta Europa.

7) Eddy Huntington – USSR (1986): brano rappresentativo del puro intrattenimento, che inneggia inaspettatamente alle gioie d'Oriente in un periodo tanto delicato come quello della Guerra Fredda.

8) Livin Joy – Dreamer (1994): brano musicale che ha costituito un ponte tra la musica dance e la musica house e che ha contribuito a permettere alla musica italiana da discoteca di scalare nuovamente le classifiche europee.

9) Paola e Chiara – Non Puoi Dire Di No (1998): con il loro riuscito album ispirato ad un viaggio in Irlanda, le due cantautrici vengono addirittura paragonate ai Cranberries, ma considerate decisamente più divertenti.

10) Simone Cristicchi – Studentessa Universitaria (2005): Cristicchi ha ripreso la leggerezza della tradizione folk-rock, creando una ballata nostalgica e malinconica, dedicata agli studenti universitari che lasciano la propria famiglia per affrontare gli studi nelle grandi città, situuazione tipica raccontata attraverso parole ancora attuali.

Marta Albè

Fonte foto: Explow.com