Marlene Kuntz a Sanremo: la nuova maturità del rock

Fonte Foto: LostHighways.it

Nessuno dei fan della prima ora si sarebbe aspettato di vedere i Marlene Kuntz esibirsi sul palco del Teatro Ariston in occasione del Festival di Sanremo. I commenti di delusione rispetto alla volontà di una delle band italiane simbolo per eccellenza della musica alternativa di prendere parte al più atteso evento dedicato alle classiche melodie nostrane ha di certo lasciato attoniti parecchi dei sostenitori della band.

Bisognerà però imparare a comprendere che i tempi cambiano, per ciascuno di noi, anche per i musicisti più agguerriti e sovversivi. Gridare a gran voce con la forza dei vent'anni il proprio sdegno verso le brutture della società sarebbe probabilmente risultato anacronistico per un Cristiano Godano ormai 46enne.

C'è chi, affezionato ad album storici come "Il Vile", pubblicato dei Marlene Kuntz nel 1996, potrebbe non essersi riconosciuto nei brani più recenti proposti dal gruppo e si sarà sentito quasi sicuramente spiazzato di fronte alle nuove sonorità filo-pop proposte da Godano negli anni più recenti, in cui il leader della band è apparso nei panni di un poeta-menestrello che l'hanno reso davvero meno graffiante rispetto al passato.

Gli irriducibili affezionati ai primi Marlene proseguiranno a consumare i vecchi cd, forse non li seguiranno nelle eventuali prossime date live, forse, quando li vedranno avvicendarsi sul palco della kermesse musicale italiana più popolare, cambieranno canale. Oppure saranno spinti dalla curiosità di assistere ad una nuova metamorfosi del gruppo che ha segnato la loro adolescenza?

A Sanremo, Godano canterà "Canzone per un figlio", un titolo da cui si comprende come un inevitabile salto generazionale sia stato compiuto. I Marlene duetteranno con Patti Smith e con Samuel dei Subsonica, altra band che nel tempo ha saputo crescere, proponendo anno dopo anno un sound che potesse essere in linea coi tempi attuali.

Eppure, sotto le nuove atmosfere pop, c'è chi certamente si impegnerà a ritrovare le tracce del loro rock, livido ed irriverente, che li ha resi una band di culto capace di mettere in musica le ansie e le aspettative di una generazione che già allora si reputava perduta.

Marta Albè