Lo stress delle mamme modifica geneticamente il nascituro

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Tornerò come prima? Sarà sano? Andrà tutto bene durante il parto? Sarò in grado di dargli affetto? Riuscirò a capire i suoi bisogni? Sarò una brava madre? Perderò il mio posto di lavoro? Ce la farò ad occuparmi di tutto?


Sono solo alcuni dei dubbi che attanagliano le mamme durante la gravidanza e, domanda dopo domanda, lo stress si accumula e aumenta esponenzialmente. E se questo stato d’animo influenzasse in maniera determinante il carattere del piccolo?


Secondo uno studio recente dell’Università tedesca di Costanza pubblicato sulla rivista Translational Psychiatry, una madre stressata in gravidanza potrebbe provocare effetti anche duraturi sui bimbi, rendendoli più suscettibili e irritabili e difficilmente in grado di gestire situazioni stressanti.

A una mamma stressata corrisponde, insomma, un bimbo poco sereno nell’infanzia.


I ricercatori hanno analizzato un campione di 25 donne e bambini monitorati dalla nascita fino al raggiungimento della maggiore età, scoprendo che se la gravidanza era stata pesantemente stressante e gravata da episodi di abusi domestici o violenze fisiche, i figli mostravano un'alterazione in un gene, il recettore dei glucocorticoidi, coinvolto nella regolazione della risposta ormonale allo stress.


Sembrerebbe che i bambini che ricevono il segnale dalla loro mamma che stanno nascendo in un mondo pericoloso, corrono ai ripari e sviluppano una soglia più bassa per lo stress, e sembrano essere più sensibili a esso” spiega Thomas Elbert, direttore della ricerca.


Sebbene la ricerca abbia analizzato casi “estremi” di stress, dimostra comunque un collegamento tra lo stato della madre e il feto. Ulteriori studi, spiegano i ricercatori, dovranno ora essere condotti su un numero di donne maggiore per verificare i risultati ottenuti su un campione più rappresentativo.


Resta il fatto che i primi 9 mesi di vita sono determinanti per la formazione del carattere del bambino: è determinante evitare stress, ansia e paura, perché queste sensazioni raggiungono l'utero immediatamente.


E i padri non sono esenti da questa raccomandazione, dal momento che, secondo recenti studi, anche il loro stress influenza il nascituro.

Roberta Ragni