Endometriosi: ecco lo spot con Nancy Brilli

Lo spot contro l'endometriosi

L’endometriosi si può combattere, ma non aspettare”, con queste parole Nancy Brilli si fa testimone della campagna contro l’endometriosi promossa dal ministero delle Pari Opportunità in collaborazione con la Fondazione Italiana Endometriosi Onlus (Fie).

Allo scopo di sensibilizzare le donne circa questa patologia, ancora poco conosciuta e che spesso non si sa neanche di avere, a partire da oggi le reti Rai trasmetteranno uno spot (firmato da Stefano Diana per il soggetto e Serafino Murri per la regia) per attirare l’attenzione su questa malattia di genere troppo spesso diagnosticata in ritardo.

Dichiara il ministro Carfagna: “La campagna di comunicazione si inserisce nel quadro delle azioni messe in campo dal Ministero per le Pari Opportunità già dal 2009 con la firma del Protocollo insieme a Inps, Inail e Fondazione endometriosi. Scopo dell’accordo era quello di finanziare la ricerca per individuare nuovi test diagnostici e cure che permettano di ridurre la sofferenza delle pazienti, offrire un concreto sostegno a tutte le donne che vivono questo problema che incide nella vita personale e in quella lavorativa, consentendo loro di poter contare su permessi e una rete assistenziale più completa”.

Sono circa 3 milioni le italiane che soffrono di endometriosi, 14 milioni in Europa e 150 nel mondo e a mantenere viva la speranza c’è la Fondazione Italiana Endometriosi che, oltre a portare avanti le sue campagne informative e di sostegno alle malate, punta molto sulla ricerca scientifica.

Spiega Pietro Giulio Signorile, presidente della Fie: “Questa campagna di informazione rappresenta un ulteriore passo in avanti nella lotta a questa grave patologia che colpisce centinaia di milioni di donne in tutto il mondo. La malattia è malattia di genere ed è un fenomeno sociale che coinvolge tutti gli aspetti della vita di una donna, per questo tale iniziativa diventa un fattore di civiltà. La nostra Fondazione ha già raggiunto importanti traguardi quali la scoperta dell’origine embriogenetica e quella dei principali fattori scatenanti, gli interferenti endocrini quali il Bisfenolo A presente in molti oggetti di plastica di uso comune”.

Guardate lo spot

Germana Carillo

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