Parkinson: mangiare peperoni riduce il rischio di contrarlo

peperoni

È proprio vero il segreto di una buona salute si nasconde dietro le nostre abitudini, il nostro stile di vita e la nostra alimentazione. L'alimentazione molto spesso viene sottovalutata e così ci si ritrova a mangiare cibi ipercalorici senza nemmeno accorgersene. Questo non è affatto salutare, basterebbe dedicare, almeno una volta a settimana, pochi minuti del nostro prezioso tempo a pianificare la nostra dieta includendo cibi sani e soprattutto funzionali al mantenimento della linea e alla prevenzione di malattie degenerative, come per esempio il morbo di Parkinson.

Da uno studio recente diretto dalla Dottoressa Susan Searles Nielsen, dell'Università di Washington a Seattle, è emerso che il consumo di alimenti contenenti nicotina è strettamente collegato al rischio di contrarre il morbo di Parkinson. La ricerca ha infatti dimostrato che le persone che consumano abitualmente, cioè almeno due volte a settimana, una porzione di peperoni, hanno il 30% di probabilità in meno di contrarre questa terribile malattia degenerativa. Questo perché i peperoni sono ricchi di una sostanza molto simile alla nicotina, che si può definire nicotina naturale o nicotina commestibile, quest' ultima a differenza di quella chimica non è tossica, non genera dipendenze ed ha un effetto protettivo contro il morbo di Parkinson.

Anche le altre verdure allontanano la possibilità di contrarre il morbo di Parkinson?
La risposta a questa domanda è no! Non tutte le verdure godono delle stesse proprietà e dunque non tutte riescono a combattere l'insorgere di questa malattia, c'è però da dire che sebbene con efficacia minore anche le verdure appartenenti alla famiglia botanica delle Solanacee, ossia quelle verdure che contengono piccole quantità di nicotina riducono il rischio di divenire affetti da questo disturbo. Dunque oltre al consumo assiduo di peperoni, ben venga anche quello di pomodori, melanzane e patate.

Le verdure contenenti nicotina riducono il rischio di contrarre la malattia, e il tabacco?
Il tabacco è la pianta più ricca in assoluto di nicotina, ma a differenza delle verdure sopraccitate non ha alcun effetto positivo contro questa malattia, anzi al contrario, è stato scoperto che corrono minore rischio le donne e gli uomini che non hanno mai fumato o che lo hanno fatto per un breve periodo rispetto a quelli che fumano da anni.

A detta dei ricercatori, questa scoperta può aprire nuove strade alla cura di questa malattia degenerativa, che causa tremori al viso, alle mani, alle braccia e alle gambe, oltre che difficoltà di movimento e perdita di equilibrio. Si spera in nuovi studi, al fine di approfondire i risultati di quest'ultimo.

Cari lettori, occhio alla vostra salute: fate il pieno di Solanacee e cercate di non fumare!

Italia Imbimbo

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