Formaggi più dannosi delle patatine, troppo sale

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Una porzione di formaggio potrebbe essere più dannosa per la salute di un sacchetto di patatine fritte, per via dell'eccessivo contenuto di sale. Gli esperti britannici sottolineano come il formaggio sia il terzo alimento a contribuire all'apporto giornaliero di sale per la popolazione nazionale. Come sappiamo bene, i formaggi in Italia rappresentano un alimento consumato spesso a tavola, sia come condimento per i primi piatti, che come contorno o per farcire un panino.

È sufficiente controllare i dati relativi al contenuto di sodio nei diversi formaggi, con particolare riferimento ai più salati, che spesso sono anche i più consumati nel nostro Paese, per comprendere come una semplice porzione degli stessi possa presentare una quantità di sodio superiore rispetto ad un sacchetto di patatine, uno degli snack solitamente più sotto accusa per quanto riguarda la nostra salute.

In 100 grammi di patatine fritte in busta possono essere contenuti circa 1070 mg di sodio. Il contenuto di sale di una porzione di pecorino da 100 grammi vede la presenza di ben 1800 mg di sale, un dato decisamente superiore al primo. Segue la feta, che supera nuovamente le patatine fritte in busta, con 1440 mg di sodio ogni 100 grammi. Attenzione anche ai formaggini che possono contenere fino a 1000 mg (pari a 1 grammo) di sodio ogni 100 grammi.

Tra i formaggi più salati troviamo poi taleggio, provolone, grana, brie e fontina. Gli esperti britannici hanno rivolto la loro attenzione al cheddar, un formaggio molto consumato in Inghilterra e Irlanda, ma che è reperibile anche in Italia e che viene normalmente impiegato nella preparazione di alcuni dei più noti panini della catena di fast food McDonald's, tra cui troviamo il BigMac, che da solo contiene in tutto 2,2 grammi di sale, pari al 44% del fabbisogno giornaliero di una donna che abbia superato i 20 anni. Se ad esso andiamo ad aggiungere la porzione di patatine che solitamente accompagna i famosi panini, possiamo comprendere come l'apporto di sodio in un solo pasto consumato al fast food possa essere considerevole.

Secondo Graham MacGregor, professore di medicina cardiovascolare del Wolfson Institute di Londra, dovrebbero essere stabiliti da parte del governo britannico nuovi regolamenti per il contenuto di sale nei formaggi, a cui i produttori dovrebbero attenersi. I consumatori dovrebbero sempre porre particolare attenzione al contenuto di sodio indicato sulle etichette dei formaggi confezionati. Infine, a parere dell'esperto, ogni piccola riduzione dell'apporto di sodio nella dieta potrebbe salvare delle vite. Con ogni riduzione di 1 grammo, per quanto concerne il consumo giornaliero di sale, l'esperto stima si possano prevenire 12 mila casi di infarto e di ictus all'anno.

Marta Albè