I 5 errori più comuni quando si sceglie il cibo biologico

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Trovate difficoltà notevoli a capire le linee nutrizionali di un prodotto? Per voi è come l'arabo? Beh, consolatevi, non siete i soli. Secondo una recente ricerca condotta dal centro studi Neilson su 25 mila persone di diversi paesi d'origine, ben 6 persone su 10 hanno avuto difficoltà anche a leggere i livelli nutrizionali più facili, come quelli delle calorie. Figuriamoci il resto.

È facile cadere nella trappola, soprattutto ora che il cibo biologico, per esempio, lo troviamo in tutti i supermercati. Ci sembra che il solo leggere 'biologico' possa darci una serie di garanzie. In realtà, il consumatore deve stare in guardia anche rispetto a questo mercato.

Partiamo da istruzioni semplici e facili da capire. Spesso, sulle etichette, troveremo scritte come "con una buona fonte di…": ecco, a fronte di questo sappiate che dovete trovare nel prodotto almeno il 10% di questa buona fonte o questo ingrediente. Diversamente, vi trovate in presenza di un qualsiasi altro prodotto industriale, nulla più e nulla meno.

Attenzione all'aggettivo "naturale". Lo trovate spesso e dappertutto, è studiato proprio per attirare l'attenzione dei consumatori. Ma questa scritta non è regolamentata, se non in parte. Cioè: può mettere la scritta naturale su un prodotto chi non ci aggiunge coloranti, aromi artificiali e sostanze sintetiche. In realtà, tutto il resto è consentito anche per chi scrive "completamente naturale". Quindi, vi viene garantito ben poco, solo alcuni additivi che oggi ancora poche industrie usano, proprio perché dichiaratamente considerati dannosi dalla comunità scientifica. Ma da qui al biologico ce ne passa, a partire dal "come" e "dove" nascono questi prodotti. Quindi, somma attenzione: rischiate di pagare di più credendo si acquisire in qualità mentre invece si tratta di un comune prodotto industriale.

Ancora: la salute. Quanti prodotti si sponsorizzano ottimi per il cuore, la circolazione, il colesterolo, ecc… Ma si traggono davvero i benefici? Dipende dalla quantità contenuta e dal resto degli ingredienti. Per esempio: si dice "contiene avena che aiuta a ridurre i rischi di malattie cardiovascolari". Affinchè voi possiate trarre beneficio il prodotto deve contenere contenere il 25% (0,75 g) della fibra solubile dimostrato che aiuta a ridurre le malattie cardiache (3g). E poi, tutti gli ingredienti del prodotto devono essere tesi verso il problema quindi, in questo caso, deve essere basso anche il contenuto di grassi, saturi e non. Siamo proprio sicuri che tutto quello che si spaccia per avere un'azione benefica abbia queste caratteristiche?

Il "senza zuccheri aggiunti" vuol dire che durante la lavorazione non sono state aggiunte nuove quantità di zucchero ma non vuol dire che la base non è zuccherata. Anche perché lo zucchero a volte serve per correggere delle acidità. Alcuni alimenti, come lo yogurt, lo hanno naturalmente nel loro composto originario.

In ultimo, la questione Omega 3/Dha. Intanto, sono diversi tra loro e danno diversi benefici. Il primo arriva dalle noci e il secondo da fonti marine, come tonno e salmone. Il primo è ottimo per il cuore, il secondo per il sistema immunitario e il cervello. Naturalmente, il problema non è acquistare prodotti a base di questi ingredienti per stare bene ma è capire quanto realmente ne abbiamo bisogno. Per esempio, la comunità scientifica internazionale ne raccomanda 500 mg al giorno combinati che potete trovare nel latte, nelle uova, nelle noci e nel pesce. Quindi, si torna al problema di una dieta completa e varia che quando c'è ed è ben osservata è meglio di tanti integratori o prodotti a base di questo e di quello.

Insomma, fate attenzione a quello che comprate!

Sara Tagliente

https://www.wellme.it/dieta-e-alimentazione/nutrirsi-sano/5058-agricoltura-biologica-se-i-cibi-biologici-non-sono-superiori-a-quelli-tradizionali