Come deve essere la pausa pranzo perfetta

pausa pranzo perfetta

La mattina sembra non passare mai e la tanto agognata pausa pranzo sembra sempre troppo lontana e, quando arriva, passa così in fretta che sono davvero pochi quelli che se la godono.

Una ricerca fatta da Insalate italiane - il fast food del benessere nato a Milano nell’aprile del 2010 che sposa la filosofia del benessere e del mangiare sano - ha portato alla luce che ben il 35 % dei 360 clienti abituali sui quali è stato fatto il sondaggio ha paura di non sfruttare al massimo questa pausa che dovrebbe permetterci di affrontare il resto della giornata lavorativa – e della nostra vita – in modo ottimale. Per il 29% questa rappresenta l’unico momento da dedicare in toto a se stessi, ma troppo spesso non lo si fa per la fretta di ordinare al bar, ingurgitare un panino e chiacchierare coi propri capi o colleghi speso ancora di lavoro. E questi sembrano essere i più fortunati, perché c’è chi pranzando addirittura continua a lavorare o, per svagarsi, continua a navigare su internet, cambiando tematica ok, ma non certo staccando la spina come si dovrebbe.

In Italia, secondo l’OCSE, il lavoro occupa 1773 ore all'anno, uno dei valori più alti di tutta Europa.

Inoltre, i ritmi frenetici con cui si svolgono le proprie attività lavorative, i mezzi alienanti come pc e macchinari vari, stimoleranno anche la mente per carità, ma possono anche portarci all’esaurimento se non tenuti a bada. Se si pensa poi che la maggior parte dei lavoratori è pendolare, si capisce bene che il lavoro e ciò che vi sta intorno costituiscono la nostra vita, esclusi - se ci va bene – i weekend e le sere.

E allora vediamo di coccolarci e prenderci cura di noi almeno un’ora al giorno in questo turbine che è diventata la nostra esistenza! L’ideale sarebbe tornarsene a casa per prendere le distanze fisiche da tutto e tutti. Ma sono davvero pochi quelli che possono farlo. Altra soluzione ottimale sarebbe dedicarsi all’attività fisica – ma, anche qui, il tempo richiesto sarebbe maggiore di quello concessoci dalle nostre società.

Se però il bar o il ristorante sono l’unica soluzione possibile, non disperate, si può sempre prendersi cura di sé anche lì, basta tener a mente 3 regoline d’oro proposte proprio da Giuseppe Maione, il fondatore del fast food del benessere, che, fermo sostenitore del fatto che siano la fretta e lo stress a rovinar quest’ora che dovrebbe invece essere di relax, ha fondato il suo ristorante proprio per insegnare a mangiare regalandosi una vera pausa pranzo coi fiocchi. Questa dovrebbe infatti rigenerare il corpo nutrendolo col cibo, ma anche rimettere a nuovo la mente distaccandola da tutto ciò che riguarda il lavoro - colleghi compresi! E Maione sostiene al riguardo che “il nostro fast food del benessere è uno osservatorio privilegiato per comprendere quali sono le buone abitudini e quali gli errori più comuni che si fanno nel piccolo universo della pausa pranzo. Molti dei nostri clienti infatti sono stressati perché ‘corrono’ anche durante la pausa, senza riuscire a godersi neppure questo momento”.

Norma fondamentale e imprenscindibile è la varietà: fai cose diverse, mangia cose diverse, vedi persone e luoghi diversi tutti i giorni.

Ed ecco allora la ricetta del benessere, i 3 buoni consigli per amarci dalle 13 alle 14.

Numero 1: muoviti!

Se non puoi andare in palestra o in piscina, prenditi almeno un quarto d’ora per camminare dopo pranzo, a passo veloce sarebbe il massimo: farai bene alla tua linea ma anche al cuore perché le calorie cominceranno a bruciarsi subito. Se poi stai seduto tutto il giorno – la ricerca è stata fatta su lavoratori quasi tutti impiegati – questo potrebbe essere l’unico modo per combattere, un minimo, la sedentarietà in cui quasi tutta la popolazione italiana è adagiata.

Numero 2: fatti un regalo!

Questo non vuol dire necessariamente spendere o comprarsi qualcosa tutti i giorni. Si tratta di quei regali più sottili costituiti dalle piccole gioie della vita che sono capaci di cambiare l’umore della giornata in un batter di ciglio: ascoltare la canzone giusta, sfogliare un libro in una libreria e leggere proprio la frase capace di ridarvi speranza, osservare i bambini correre e giocare in un parco. Regalatevi qualcosa che vi piace aldilà della materialità dell’acquisto, ma a volte regalatevi anche qualcosa in un negozio: se non è troppo costoso, male non farà né all’umore né alle tasche!

Numero 3: occhio al piatto!

Scegliete sempre piatti bilanciati tra proteine, carboidrati vitamine e grassi e ricordatevi anche qui la regola della varietà: anche al ristorante ogni tanto osate un piatto nuovo, magari della cucina etnica, che vi faccia evadere dalla routine assaporando gusti esotici e lontani. Un modo, questo, per stimolare non solo il palato ma anche la fantasia. Certo se avete la possibilità – e la voglia - di “stornellare” la sera prima e di riscaldare nell’ormai diffuso ovunque microonde, portarsi la “schiscetta” da casa sarebbe ottimo: piatti caldi o freddi, a seconda della stagione o dei vostri gusti in cui sapete cosa c’è dentro!

E se poi non potete proprio fare a meno del famigerato panino, ricordatevi le verdure: accompagnate a salumi magri che apportano il giusto apporto di proteine – bresaola, prosciutto di petto di pollo o tacchino – fanno sempre meglio di un hamburger con maionese! E se siete vegetariani potete sostituire gli affettati con il seitan o i burger vegetali.

Infine, cercate anche il luogo “giusto” in cui mangiare. Evitare posti affollati a favore di altri più caldi e accoglienti aiuta non solo a mangiare più rilassati, ma anche a digerire meglio perché se è vero che “noi siamo quello che mangiamo” è anche vero che mangiare in un ambiente piacevole e coccolati da noi stessi ci farà sentire sicuramente più in pace con noi stessi e col mondo e ci farà tornare in ufficio con quel sorriso che, purtroppo, troppo spesso il lavoro ci toglie.

Valentina Nizardo