Crisi economica: cibi ipercalorici per istinto di sopravvivenza

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"La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi", diceva saggiamente Albert Einsten. Ora, però, uno studio di Juliano Laran della University of Miami School of Business Administration, pubblicato sulla rivista Psychological Science della Association of Psychological Science, rivela che la recessione economica può portare soprattutto chili di troppo.

Perché? Semplice: il nostro istinto di sopravvivenza ci spinge a cercare alimenti con un più alto contenuto calorico per "fare la scorta" e rimanere sazi più a lungo.

Per arrivare a questa conclusione Laran ha condotto una serie di esperimenti su un gruppo di partecipanti. Nel primo, il suo team ha confrontato la quantità di cibo consumata sia da volontari che venivano influenzati da frasi che trasmettevano senso di incertezza e avversità, che di quelli a cui venivano dette frasi emotivamente neutrali. Ebbene, i primi hanno consumato in media il 40% di cibo in più.

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"I risultati di questo studio giungono in un momento in cui il nostro Paese si sta lentamente riprendendo dall'attacco degli annunci della campagna presidenziale, improntata su temi negativi come l'economia debole, la violenza da armi da fuoco, la guerra, le profondi divisioni politiche, solo per citare alcuni settori problematici -ha detto Laran in una nota-. Ora che sappiamo che questo tipo di messaggio innesca nelle persone la ricerca di un maggiore apporto calorico per istinto di sopravvivenza, sarebbe saggio se coloro che cercano di vivere il nuovo anno in modo salutare smettano di sentire il telegiornale per un po'".

Anche perché, quando in un secondo esperimento ai partecipanti prima sono stati forniti messaggi sui tempi duri e poi è stato offerto del cibo presentato come ipocalorico, il campione ne ha mangiato circa il 25% in meno rispetto a chi credeva che si trattasse di un alimento ipercalorico. I ricercatori dicono che il problema risiede proprio in questo: se percepiamo che le risorse alimentari sono scarse, il nostro istinto ci spinge a cercare attivamente cibo con un contenuto calorico superiore. "È chiaro dagli esperimenti che non è il gusto ad aver provocato le reazioni, ma un desiderio di calorie", conclude Laran.

Insomma, non solo la crisi fa ridurre il numero dei matrimoni e delle donne che si rivolgono ai medici per curarsi, ma fa anche aumentare la depressione, la percezione del dolore fisico e, ci rivelano ora i ricercatori, persino i chili di troppo. Non ci resta che sperare che Einstein avesse ragione e attendere l'arrivo del "progresso", buttando un occhio a quello che mangiamo e smettendo di ascoltare le cattive notizie.

Roberta Ragni

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