Digiuno intermittente: una dieta che forse è così vantaggiosa come si pensa

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Il digiuno intermittente è una pratica dietetica che è diventata di larga diffusione anche nel nostro Paese. Ma è davvero così benefica?

In realtà, stando a quanto suggeriscono i ricercatori dell’Università della California – San Francisco, la sola abitudine a digiunare per molte ore di fila non sembra dare i risultati sperati in termini di perdita di peso. Dunque, il digiuno intermittente lavorerebbe soprattutto sulla perdita di massa magra, e non di quella grassa.

Per arrivare a questa conclusione il ricercatore Ethan Weiss e i suoi colleghi hanno coinvolto 116 persone volontarie, in sovrappeso o condizioni di obesità, e le hanno divise in due gruppi. Al primo gruppo hanno domandato di attenersi a un regime tipico della dieta a intermittenza: i partecipanti potevano mangiare dalle 12 alle 20, e poi digiunare per 16 ore, con la possibilità di bere acqua e bibite non caloriche. Al secondo gruppo invece è stato domandato di consumare normalmente i canonici tre pasti al giorno, oltre agli spuntini.

Per tre mesi i ricercatori hanno annotato il peso corporeo di tutti i partecipanti la mattina, prima di mangiare e bere, e hanno monitorato tutti i principali parametri metabolici, come la glicemia, l’insulina, i lipidi, la massa magra e quella grassa.

A margine di questa osservazione è dunque emerso che tra i due gruppi non vi sarebbero significative differenze in termini metabolici, e anche la differenza nella perdita di peso non sarebbe stata particolarmente rilevante, tanto che chi ha praticato il digiuno intermittente ha perso in media 3,5 chili in tre mesi.

La notizia peggiore sembra però essere un’altra. Ovvero, secondo gli autori della ricerca, quel poco peso perso è tutto massa magra, che non dovrebbe dunque essere l’obiettivo di una dieta sana e sostenibile.

Lo studio ha evidentemente sollevato grande scalpore nella comunità scientifica, e genera un po’ di preoccupazione tra tutti coloro che hanno seguito la dieta a intermittenza in questi mesi. Vedremo se, e come, la discussione potrà proseguire nelle prossime stagioni.

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