Checco Zalone: cancellato il suo film di Natale

Fonte Foto: Facebook.com

Checco Zalone ha deciso di rinunciare al suo prossimo film, la cui uscita avrebbe dovuto essere prevista per il periodo natalizio. Il comico originario di Bari aveva iniziato a lavorare ad una commedia con il regista Gennaro Nunziante, una pellicole che avrebbe dovuto essere in pieno "stile Zalone", incentrandosi sul tema della crisi e di come essa viene vissuta e sopportata dagli italiani.


Pare dunque che la commedia che avrebbe dovuto intitolarsi "Gli italiani non ne possono più di sentir parlare di crisi" non raggiungerà mai le nostre sale cinematografiche. "Quest'anno a Natale non mi vedrete", ha dichiarato il comico ed attore, lasciando serpeggiare una certa delusione tra i propri ammiratori. Qual è la motivazione della cancellazione del film, di cui era già stata iniziata la lavorazione? Ecco le parole pronunciate dallo stesso Zalone nel corso di una recente intervista rilasciata al "Corriere della Sera":

"Eravamo partiti da un film sulla crisi, ma poi ci siamo resi conti che la gente non ne può più. Al cinema vuole staccarsi dalla realtà che vive ogni giorno. Quest'estate ci chiuderemo in una masseria a scrivere un'altra storia". L'idea di base della pellicola non è dunque stata considerata vincente. Probabilmente un film sulla crisi avrebbe potuto deludere il pubblico, non riuscendo nemmeno nell'intento di divertirlo.

Zalone ha annunciato che nel corso dell'estate si impegnerà per scrivere una storia tutta diversa, su cui basare una nuova pellicola, che potrebbe giungere nelle sale cinematografiche italiane nei mesi di febbraio o marzo 2013. Il titolo provvisorio del film sarebbe "Ancora esisto".

La cancellazione della commedia natalizia ha garantito a Medusa un certo risparmio. L'intento della casa di produzione sarebbe quello di mantenere un determinato numero annuale di film italiani in uscita, realizzati a budget contenuto. A Natale, a farci compagnia al cinema non sarà Zalone, bensì "I soliti idioti", con il sequel della loro opera prima.

Marta Albè