Luc Besson: The Lady è un atto d'amore

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Il Festival del Film di Roma ha dedicato la propria prima serata alla proiezione di "The Lady", opera firmata dal regista Luc Besson.

Gli organizzatori della manifestazione cinematografica hanno dunque mantenuto fede all'intento di celebrare la forza delle donne tramite la scelta di pellicole che le vedessero protagoniste.

"The Lady" racconta la vita dell'attivista birmana Aung San Suu Kyi, a cui fu assegnato il Premio Nobel per la Pace nel 1991, per essersi battuta per la libertà del proprio Paese. La sua lotta pacifica l'ha portata ad essere costretta agli arresti domiciliari per diversi anni.

La liberazione è avvenuta nel 2010, quando Besson aveva già iniziato, clandestinamente, le riprese del film a lei dedicato. Aung San Suu Kyi ha sacrificato la propria libertà ed i propri affetti perché in Birmania la dittatura venisse sostituita dalla democrazia.

Per Luc Besson girare il film è stato un vero e proprio atto d'amore verso una donna amata non solo dal popolo birmano, ma da tutti i popoli oppressi del mondo, in un periodo in cui pare che la democrazia possa essere raggiunta soltanto attraverso guerre e rivolte violente.

"Ho cercato di restituire la verità di Suu;ha dichiarato il regista - per me era fondamentale rispettarla. Quando ho letto la sceneggiatura mi sono messo a piangere e istintivamente ho deciso di fare in modo che il film ponesse l'accento sull'aspetto umano del personaggio. Gli elementi politici fungono da sfondo".

L'intento ultimo di Besson è quello di proseguire a puntare i riflettori sulla Birmania, perché la sua storia non venga dimenticata. Tutte le attenzioni e i riconoscimenti, che il film probabilmente riceverà, costituiranno un faro di speranza per tutti coloro che si impegnano per ottenere la libertà senza ricorrere alla violenza.

Marta Albè