L'agopuntura, un rimedio contro la depressione in gravidanza

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L’agopuntura può aiutare le donne a combattere la depressione che le colpisce proprio in uno dei periodi più belli della loro vita, quello della gravidanza.

Si sente spesso parlare della depressione post-partum, ma raramente si affronta il problema del “male oscuro” che coglie le donne proprio nel periodo della gestazione. I motivi possono essere diversi e comprendono sia cause fisiologiche, basti pensare alle fluttuazioni ormonali che caratterizzano i nove mesi di gestazione, che di natura psicologica, cioè legati alle grandi fasi di cambiamento (sia fisici, che di relazione e di percezione del sé) che colpiscono le donne nei nove mesi della gravidanza.

Oggi però uno studio messo a punto da un gruppo di ricercatori americani ha scoperto che anche la depressione in gravidanza può essere curata e senza l’uso di farmaci, ma solo facendo ricordo a una delle tecniche più antiche di medicina alternativa: l’agopuntura. Un team di esperti, coordinati da Rosa Schnyer, docente all’Università del Texas e ricercatrice della scuola Medica di Harvard, nonchè specialista in medicine alternative, ha analizzato 150 donne incinte che presentavano sintomi di depressione e le ha divise in tre gruppi.

Quelle che appartenevano al primo gruppo hanno ricevuto un trattamento di agopuntura specifica per la depressione, quelle del secondo uno di agopuntura generica, mentre le signore del terzo gruppo sono state curate con la massoterapia (massaggi). Dai risultati è emerso che le donne del primo gruppo, quello trattato con l'agopuntura specifica, hanno mostrato un significativo miglioramento dei sintomi. Al contrario di quelle dei due gruppi rimanenti.

Insomma, l’agopuntura può davvero aiutare quel 10 % di donne incinte che soffre di depressione (di cui un buon 20% in una forma abbastanza grave) a superare i momenti bui senza l’aiuto di psicofarmaci. “La depressione durante la gravidanza è una questione interessante, perché ha effetti negativi sia sulla madre che il bambino, così come il resto della famiglia”, ha affermato la dottoressa Schnyer. “I risultati del nostro studio – ha aggiunto - mostrano che il protocollo di agopuntura che abbiamo testato potrebbe essere una valida opzione di trattamento per la depressione durante la gravidanza”.

Nell’indagine condotta dalla Schnyer, che è stata presentata lo scorso 4 febbraio al The Pregnancy Meeting™, l'annuale congresso della Society for Maternal-Fetal Medicine (SMFM), viene inoltre sottolineato come la depressione in gravidanza non venga presa adeguatamente in considerazione dalla scienza contemporanea. E questo nonostante il suo tasso di incidenza sia pari a quello delle persone non in gravidanza o della depressione post-parto di cui, invece, si hanno numerosi studi sui possibili trattamenti. Si tiene quindi poco in conto il fatto che per la donna incinta depressa la situazione sia particolarmente problematica vista l’impossibilità di curarsi con gli psicofarmaci che potrebbero risultare nocivi per il feto. Un problema che dunque può essere superato facendo ricorso all’agopuntura.

Ma vediamo di capire nel dettaglio di cosa si tratta. L’agopuntura è una tecnica cinese di terapia antichissima che, attraverso l’uso di sottilissimi aghi, va a stimolare certi punti del corpo, detti ting, che corrispondono a determinati organi, in modo da riequilibrare il fisico. In questo modo è possibile normalizzare l’energia vitale del corpo e combattere la malattia. In gravidanza l’agopuntura viene anche utilizzata per combattere la cefalea e il gonfiore delle gambe e delle caviglie che compare con l’ingrossarsi dell’utero e che va a ostruire i vasi sanguigni e la normale circolazione del sangue.

Ma la dottoressa Schnyer e il suo team non hanno studiato solo l’uso dell’agopuntura nella cura della depressione in gravidanza. Qualche anno fa la ricercatrice ha infatti pubblicato un manuale intitolato “Acupuncture In The Treatment Of Depression: A Manual For Practice And Research” che analizza l’agopuntura come rimedio in qualsiasi forma di depressione. Insomma un testo che potrebbe tornare utile a tutti quelli che vorrebbero combattere questa insidiosa malattia senza il supporto degli antidepressivi.

Rosamaria Freda