Lifting alla vagina: pericoloso o no?

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Un ritocco alla vagina? Anche quello è possibile! Si chiama labioplastica e negli Stati Uniti e in Gran Bretagna è un successone.

Il problema è che anche questo intimo lifting può comportare dei rischi. A metterci in guardia sono i ricercatori dell’University College London, che hanno redatto un report di approfondimento pubblicato sul British Journal of Obstetrics and Gynaecology.

Dallo studio emerge che ancora sconosciuti sono gli effetti collaterali a lungo termine di questo tipo di intervento. E proprio perché mancano dati certi, molte donne che si sono rifatte la vagina potrebbero incorrere in effetti collaterali indesiderati non ben definiti e potenzialmente pericolosi.

C’è chi, invece, denuncia il troppo allarmismo dell’università inglese. Per i chirurghi del settore, infatti, gli studiosi sono davvero esagerati, anche perché si tratta di “ una procedura utilizzata fin dagli anni ’70”, come dice il chirurgo plastico Angelica Kavouni, affermando che “qualsiasi operazione realizzata male comporta dei rischi”.

Ma perché ci si ritocca la patatina? Diventati popolari anche in Italia, questi interventi sono richiesti soprattutto da donne che hanno partorito o donzelle non più giovanissime, che lamentano dolori per un problema di ipertrofia delle labbra. Ma non mancano coloro che riscontrano nei propri genitali una semplice imperfezione estetica e molte sono quelle che vi ricorrono nella speranza di risolvere problemi sessuali.

A tale proposito, Sarah Creighton, ginecologa, afferma che gli interventi di labioplastica “anziché risolvere quel tipo di problemi, rischiano piuttosto di accentuarli», dal momento che possono provocare danni a livello dei nervi che rendono sensibile la vagina e ledere la soddisfazione sessuale. Inoltre, spiega ancora la dottoressa “nel caso di un parto, le donne che si sottopongono a tali procedure corrono gli stessi rischi cui sono esposte le donne che hanno subito l’infibulazione”, e quindi lacerazioni ed emorragie.

Insomma, teniamoci la Iolanda così com’è.

Germana Carillo