Creato Lunedì, 21 Febbraio 2011 11:17 Scritto da Marina Piconese
Tre centimetri sono la formula giusta, e noi donne, nell’intimo, l’abbiamo sempre saputo. Ma si sa, non è facile accettare che un comportamento “sano” sia anche estremamente fuori moda.
Come potremmo andare in ufficio, o a quella cena di gala, con le scarpe ad altezza “nonna”? Sarebbe riprovevole, meglio sempre le ballerine, o al massimo lo stivale, che fa tanto casual.
Ma allora i tacchi alti fanno proprio male? Sì, se portati tutti i giorni e per tante, troppe ore, come molte donne sono solite fare, sfidando i tombini di città, le vene varicose, le storte micidiali e l’impossibilità di recuperare, correndo, il ritardo accumulato.
E fossero solo queste, le conseguenze! Bisogna sempre ricordare, infatti, che l’utilizzo prolungato dei tacchi troppo alti può portare danni a breve e a lungo termine:
Come comportarsi, quindi? Ci sono occasioni in cui, certamente, il tacco alto è d’obbligo, quindi non rinunciamoci. Ma ogni volta, prima di infilare i piedi nelle amate decolleté, riflettiamo bene: quanto è davvero “socialmente necessario” indossarle? E inoltre, ricordiamoci di tenere d’occhio periodicamente i nostri modelli prediletti, e appoggiandoli su una superficie piana controlliamo che non pendano da un lato o dall’altro, che la suola non sia consumata più di un terzo del suo spessore originario, che la punta non si sia curvata in alto. Se i sintomi ci sono tutti, meglio buttare le scarpe, seppur con grande dispiacere, che continuare a farsi del male. E per acquistarne un paio nuovo, andate a fare shopping di pomeriggio: in quelle ore, infatti, il piede è nel volume ideale per provare, né troppo asciutto (com’è di mattina), né troppo gonfio, come spesso accade la sera.
Marina Piconese