wellMe.it

Switch to desktop

Come riconoscere una malattia attraverso gli occhi

Piu' informazioni su: occhi

Gli occhi sono lo specchio dell'anima. E se lo fossero anche del proprio stato di salute? Dagli occhi di una persona si possono senz'altro ottenere molte informazioni, ma esistono anche molte malattie che provocano disturbi agli occhi, o alterazioni evidenziabili con un esame oculistico.

In alcuni casi i disturbi agli occhi sono i primi che consentono di identificare una malattia sistemica. Eh già, perché, se siete preoccupati per la vostra salute, per avere una diagnosi veloce e immediata è proprio nelle nostre pupille che bisogna cercare. Insomma, l'occhio è anche la lampada del corpo.

Allora, ecco alcuni sintomi e possibili malattie a essi correlati.

Occhi rossi

Infezioni: virus localizzati possono causare un arrossamento dell'occhio, il problema di solito parte da un occhio solo, ma può diffondersi ad entrambi. Altri sintomi di un'infezione agli occhi includono dolore intorno all'occhio, sensibilità alla luce e occhio lucido. Potrebbe esseri necessarie gocce antivirali.

Irite: l'irite è un'infiammazione dell'iride. Quali sono i sintomi? C'è una sensazione di fastidio a carico dell'occhio. che diventa arrossato. A ciò si accompagna una leggera riduzione della vista. Se nell'occhio si ha un aumento della pressione, il disturbo può diventare doloroso, anche se nella maggioranza dei casi i sintomi sono di lieve entità.

Ipertensione arteriosa: un arrossamento persistente di entrambi gli occhi può essere un segno di ipertensione. L'ipertensione arteriosa può provocare infatti alterazioni dei vasi sanguigni. I medici che curano l'ipertensione arteriosa chiedono l'esame del fondo dell'occhio, non tanto per valutare i danni oculari provocati dall'ipertensione, ma per conoscere il grado di danneggiamento provocato all'organismo dalla malattia.

Emorragia: l'occhio rosso non dolente può essere il primo sintomo di patologia a prognosi severa, come nei casi di emorragie sottocongiuntivali recidivanti, cioè la rottura dei piccoli capillari che si trovano nello spessore della congiuntiva con conseguente stravaso di sangue.

Occhio secco

Menopausa: questo disturbo, dovuto a scarsa produzione di lacrime (ipolacrimia), colpisce maggiormente le persone in età avanzata. La produzione di lacrime diminuisce con l'avanzamento dell'età per la progressiva atrofizzazione delle ghiandole lacrimali. Nelle donne tra i 40 e i 60 anni di età, probabilmente a causa dei nuovi equilibri ormonali indotti dalla menopausa, le ghiandole lacrimali vanno incontro ad una progressiva atrofia della loro porzione secernente.

Sindrome di Sjogren: nella sindrome di Sjögren, malattia infiammatoria cronica su base autoimmune, il sistema immunitario non riconoscendo le proprie cellule, tessuti ed organi, attacca soprattutto le ghiandole esocrine (salivari, lacrimali) distruggendole e creando notevoli disturbi di bocca secca (xerostomia) ed occhio secco (cheratocongiuntivite secca).

Prurito agli occhi

Blefarite: si tratta di un'infiammazione che riguarda il bordo palpebrale, cioè quella zona di transizione tra lo strato cutaneo (esterno a contatto con l'ambiente) e lo strato congiuntivale (interno rivolto verso la superficie oculare) della palpebra. Può essere causata da un'infezione batterica, ma anche da fattori ambientali (esposizione ad ambienti irritanti, fumosi o polverosi, troppo secchi, esposizione ai raggi uv), uso eccessivo delle lenti a contatto, affaticamento visivo (prolungato utilizzo del computer), malattie della pelle (acne rosacea, dermatite seborroica), malattie infiammatorie croniche intestinali, diabete e allergia ai componenti dei cosmetici

Allergia: la congiuntivite è un'infiammazione della congiuntiva (la membrana che riveste la palpebra) che, talvolta, interessa anche la cornea. Le forme allergiche possono essere di due tipi: stagionali o croniche. Nel primo caso occorre agire preventivamente, prima che l'allergia si presenti, per ridurre i sintomi nella fase acuta della malattia. Ci sono però forme di congiuntivite allergica i cui sintomi sono localizzati solo nell'occhio, per cui è difficile scoprire l'agente che causa la malattia; in questo caso persino i test allergometrici cutanei potrebbero dare esito negativo, anche se in linea di massima è consigliabile farvi ricorso.

Lacrimazione eccessiva

Condotti lacrimali intasati: negli adulti, un condotto lacrimale ostruito o ridotto è la causa più comune di lacrimazione eccessiva degli occhi e con il passare del tempo il condotto lacrimale può diventare ridotto, spesso a causa di infiammazioni (gonfiore). Se i condotti lacrimali sono ostruiti o ridotti, non saranno in grado di drenare e rimarranno nella sacca lacrimale, la quale potrebbe anche infettarsi e produrre in tal modo un liquido appiccicoso e si possono anche verificare fenomeni di gonfiore ai lati del naso vicino agli occhi. Si può risolvere con un piccolo intervento chirurgico.

Ectropio: la lacrimazione dell' occhio potrebbe anche essere quando la palpebra inferiore gira verso l'esterno e si allontana dall'occhio. Se questo accade, le lacrime non possono defluire correttamente. Se le lacrime hanno un contenuto anormale di lipidi (grassi) potrebbero non essere in grado di diffondersi in modo uniforme su tutto l'occhio. Questo può causare lo sviluppo di parti più secche nell'occhio che diventano doloranti e causano una produzione superiore di lacrime.

Ptosi, ovvero palpebra cadente

Cisti: una causa potenziale di un occhio cadente è una grande cisti interna che non è necessariamente doloroso. Conosciuta come calazio, si tratta di un lipogranuloma localizzato nella palpebra e dovuta all'infiammazione cronica di una ghiandola di Meibomio a causa dell'ostruzione del dotto escretore della stessa. A volte deve essere rimosso chirurgicamente.

Diabete: il diabete provoca danni ai vasi sanguigni ed al tessuto nervoso e può causare la ptosi. La chirurgia e' di solito il miglior trattamento per l'abbassamento della palpebra. Il chirurgo stringe i muscoli elevatori, e il paziente avra' una visione migliorata e un migliore aspetto. In alcuni casi gravi che coinvolgono muscoli elevatori deboli, il chirurgo attacca la palpebra sotto il sopracciglio per consentire ai muscoli anteriori di sostituire i muscoli elevatori nella funzione di alzare le palpebre

Dolore agli occhi

Abrasione corneale: la cornea è il disco chiaro che copre la parte colorata dell'occhio, ovvero l'iride. Le abrasioni più comuni sono quelle traumatiche causate da diversi fattori: corpi estranei, unghiate, rottura di lenti a contatto, foglie d'albero, esposizione senza protezione ai raggi ultravioletti (UVA), ecc. Possono essere interessati gli strati più superficiali della cornea o, nei casi più complicati, coinvolgere gli strati più profondi. Può essere necessario il ricorso al pronto soccorso oculistico.

Ulcera: l'ulcera corneale è una lesione provocata da un processo infettivo della cornea, la superficie oculare trasparente che si trova di fronte all'iride: si tratta generalmente di un'emergenza medica da trattare presso un pronto soccorso oftalmico. Può essere, più nello specifico, generata da infezioni batteriche oppure virali (come, ad esempio, l'herpes simplex), da traumi oppure lesioni per la presenza di corpi estranei o per uso errato delle lenti a contatto (soprattutto quelle morbide). In quest'ultimo caso, infatti, l'infezione può essere indotta da una manutenzione sbagliata o dall'abitudine di non toglierle prima di andare a dormire. Inoltre, lesioni oculari possono essere causate da anomalie palpebrali (come l'entropion, la trichiasi, l'esoftalmo, ecc.).

Glaucoma acuto: è una patologia dovuta a chiusura completa e permanente dell'angolo irido-corneale che determina un aumento improvviso della pressione intraoculare. L'angolo irido-corneale è una struttura situata nella camera anteriore dell'occhio, al cui interno si trova il sistema trabecolare deputato al deflusso dell'umor acqueo verso i vasi sanguigni sclerali. La chiusura dell'angolo irido-corneale impedisce l'accesso al sistema trabecolare e quindi il deflusso dell'umor acqueo è ostacolato, con conseguente aumento pressorio intraoculare.

Roberta Ragni

© Copyright 2009-2013 - wellMe.it è supplemento di GreenMe.it è Testata Giornalistica reg. Trib. Roma, n° 77/2009 del 26/02/2009 - p.iva 09152791001

Top Desktop version